B.A.R.L.U.I.G.I. via cuneo 5 bis

Alessandro Bulgini
Alessandro Bulgini vs Liceo Artistico Primo

«Le radici di questo progetto risalgono al 2012, quando avevo ideato il B.a.r.L.u.i.g.i. – racconta Alessandro – che non è un bar, ma un acrostico che sta per base aerospaziale ricercatori di luoghi, di utopie indipendenti e geometrie ignote. L’idea era di ottimizzare le risorse preesistenti usando luoghi, attività, territori come spazi di accoglienza per creatività gratuita. In un anno aprono 19 B.a.r.L.u.i.g.i. nel mondo, tra parrucchieri, macellai, case private, un network espanso grazie alla rete. Mi interessava produrre un’opera d’arte che proponesse un’opportunità al mondo, nella gratuità e nella leggerezza: dare spazio agli artisti e permettere alle attività di realizzarsi nel proprio quartiere». Un progetto che accese l’interesse dell’Urban Center, dove Alessandro incontrò per la prima volta Andrea Quarello, amministratore del condominio di via Cuneo 5bis, da cui nacque la proposta di far diventare quel palazzo, multietnico e interessato da problematiche di convivenza ed economiche, un B.a.r.L.u.i.g.i. 

«Da allora non ci siamo mai persi – prosegue Bulgini – il progetto è andato avanti con la convinzione che l’arte potesse divenire mediatrice in una comunità complessa».

E’ così che si è pensato e realizzato il progetto che, nel 2016 ha potuto usufruire anche del sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Abitare una casa, Vivere un luogo, che vede il patrocinio del Comune di Torino e il sostegno dell’Associazione Flashback e della Circoscrizione 7.

b.a.r.l.u.i.g.i. via cuneo5bis, fa parte del ciclo di lavori Opera Viva nato nel 2008. L’opera viva è infatti, nella nautica, la parte sommersa dello scafo: «io che sono uomo di mare – spiega l’artista – ho unito le mie conoscenze veliche con le attività artistiche che porto avanti da anni, cioè la difesa dei territori laterali e periferici, che intendo come opera viva da riattivare. Da anni mi occupo della difesa del mio quartiere, Barriera di Milano, e sotto l’egida del nome Opera Viva ho sviluppato un sacco di progetti». Non solo emergenze a Torino, ma anche a Taranto, sua città originaria interessata da problematiche sociali forti, e in luoghi di transito, confine e attrito, come la jungle di Calais, dove Bulgini ha passato un periodo. Fino ad arrivare in via Cuneo.

«Per me l’opera d’arte è  un incontro continuo, assoluto e necessario tra persone che reagiscono e si attivano di conseguenza – illustra così il progetto Bulgini – L’opera è il palazzo di via Cuneo 5bis con tutto quello che vi accade dentro: non un museo, quindi, ma un posto dove la vita diventa elemento essenziale per far sì che l’opera si compia. Se non la pensassi così, sarei un semplice decoratore, invece ogni azione che promuovo serve a far sì che l’umanità ci metta del suo e si compia il miracolo grazie a cui, con l’arte, possiamo guardare all’oscurità, alle cose più terribili con maggior familiarità. Grazie alla cultura, si riesce a salutare per strada anche l’uomo diverso da noi: l’opera viva sei tu che produci un medium di fronte al quale un altro risponde, producendo arte attiva, e bellezza».

Il condominio opera viva ha visto la partecipazione degli artisti:

Cosimo Calabrese, Pierfrancesco Lafratta e Francesco Valeri

Francesco Valeri
Cosimo Calabrese
Pierfrancesco Lafratta